#keepcalmandeattzatziki: i vincitori e la mia ultima ricetta per il contest

Comincio a credere che in qualsiasi situazione mi fossi ritrovata a scrivere questo articolo, sicuramente non lo avrei ritenuto “degno”…della passione che avete messo in tutte le vostre ricette, delle sensazioni che mi avete provocato nel leggere i vari post (ed in un caso anche nel mangiare quello che una di voi aveva proposto per la sfida)….il destino ha voluto che sto scrivendo con accanto l’ex pannolino vittima delle prime febbri della stagione (e considerando che non si prende nulla da settembre dovrei ritenermi fortunata….ma si sa, più abbiamo, più vogliamo :D), lottando per ritagliarmi un pò di spazio e di tranquillità per scrivere (tra una domanda e un’altra su Crasher e Blaze – le mamme che leggono sapranno di che sto parlando :D). Continue reading “#keepcalmandeattzatziki: i vincitori e la mia ultima ricetta per il contest”

Orecchiette di grano arso con broccoli siciliani

La farina di grano arso mi ha sempre incuriosita.

Me ne incuriosiva la storia prima del sapore: nato decenni fa in Puglia nella zona della Daunia, ossia quella corrispondente alla provincia di Foggia, in pieno Tavoliere delle Puglie. Il grano arso fu a lungo esclusiva della tradizione contadina, spinta per necessità a recuperare le spighe di frumento cadute a terra e coperte dalla vegetazione. L’unico modo per raccogliere con facilità i chicchi di grano rimasti a terra consisteva nel bruciare le stoppie, favorendo altresì la fertilizzazione del terreno. I latifondisti permettevano ai contadini di raccogliere quei chicchi di grano bruciati, che per loro rappresentavano una grande risorsa, dal momento che il prezzo della farina bianca era troppo elevato per comperarne la giusta quantità. Macinati nei mulini a pietra o nei mortai, i chicchi di grano bruciati erano amalgamati a un quantitativo irrisorio di farina bianca: il risultato era una specie di farina integrale dal retrogusto amarognolo, che oggi possiamo solo immaginare. (Fonte Agrodolce).

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Orecchiette pugliesi con salsiccia, rucola, caciocavallo e briciole croccanti di pane di Genzano

Aspettavo con impazienza un posto di Jessica o di Valeria (le “mamme” del fantastico gioco Scambiamoci una ricetta tra Bloggalline): la lunga pausa estiva passata per quest’anno in casa mi aveva resa più irrequieta che mai, ed alla fine eccolo, il tanto agognato post…e dopo la lunga pausa estiva ci siamo rimessi in gioco 🙂

Questa volta sono stata abbinata a Giuseppe, del blog Peppe ai fornelli…e spulciando il suo blog ho scelto per un pranzo domenicale in famiglia, questo primo piatto che mi ha messo molta curiosità,e devo dire che sono stata ampiamente ripagata (come lo sono stati anche i miei commensali che non hanno lasciato nemmeno un’orecchietta nel piatto :))

Ho seguito la ricetta alla lettera, tranne per il fatto che, non essendo pugliese ho dovuto “ripiegare” su alcuni ottimi prodotti laziali, rendendo il piatto – quasi – a km 0 🙂 Continue reading “Orecchiette pugliesi con salsiccia, rucola, caciocavallo e briciole croccanti di pane di Genzano”

Gnocchi alla gricia al profumo di mentuccia romana per MTC#59

Quando è uscita la sfida del mese, dopo due mesi di “astinenza” da MTC istintivamente ho urlato (nemmeno tanto dentro di me) un SI grosso come una casa….ho sempre amato gli gnocchi, anche se a me piacciono un pò duretti (non amo le consistenze troppo molli) ma sono sempre stata restia a farli perchè una delle prime volte che li provai si sciolsero nell’acqua (vai a vedere cosa avevo combinato)…mi si prospettava quindi un mese ricco di fantastiche e completissime informazioni che mi avrebbero trasformato in men che non si dica in una “gnocchi maker”.

La ricetta degli gnocchi (si doveva seguire quella – e solo quella – ed io ne sono stata ben contenta 🙂 ) si trovava nel blog della vincitrice della sfida precedente: la bravissima Annarita di Un bosco di alici. Quando sono approdata sul suo blog la prima cosa che mi ha colpita (non me ne vogliano gli autori delle sfide precedenti) è stata la foto degli gnocchi: sapeva di casa, di calore familiare, di camino acceso…e la mia mente ha iniziato a volare, a “masticare” ingredienti ed accostamenti. 

Questa volta sono voluta rimanere però fedele alla mia terra: sono romana, nonostante le contaminazioni toscane e sono partita da un’ingrediente della mia terra: il guanciale. Al quale ben presto, per assonanza e per contrasto se ne è aggiunto un altro…curiosi di sapere quale? Seguitemi nella ricetta e lo scoprirete 🙂 Continue reading “Gnocchi alla gricia al profumo di mentuccia romana per MTC#59”

Latti da mangiare 2.0 – il mio menu per la storica fattoria Il Palagiaccio

E’ insolito che io “infili” due ricette in uno stesso post. Se lo faccio è perché le due ricette sono strettamente correlate (tipo pane e marmellata), questa volta invece se lo faccio è perché le due ricette fanno parte di un menu ideato per un contest.

Mi piace partecipare ai contest, non per il premio in realtà, perché ho una autostima talmente bassa che un argano non riuscirebbe a rialzarla. Mi piace perché mi viene dato un tema, e sono bravissima a seguire temi…soffro di horror vacui di fronte a una sfida troppo aperta, preferisco i paletti…per farvela un po’ più chiara, altrimenti non ci capiamo perché sono anche criptica oltre che con bassa autostima: se mi danno un ambito culinario nel quale muovermi (quindi ingredienti, o tema delle ricette) sono brava a muovermi, se mi danno il cosidetto “tema libero” soffro immensamente…un foglio bianco e nessuna parola con cui iniziare…il dramma di ogni scrittore tradotto in cucina 🙂

Il contest in questione è “Latti da mangiare 2.0” indetto dalla Storica Fattoria Il Palagiaccio: la fattoria è storica sul serio, risale al XIII secolo ed è situata a Scarperia in provincia di Firenze.

Possedimento degli Ubaldini, potente famiglia dell’epoca, citata anche da Dante nella Divina Commedia, il Palagiaccio ospitò nel corso dei secoli molte personalità di rilievo e conserva all’interno delle sue mura, mirabili affreschi ed opere d’arte. Oggi, oltre ad essere un importante centro di produzione lattiero-casearia di alta qualità con il latte del Mugello derivante da bovini di razze selezionate, ospita anche un interessante museo di attrezzi e macchine agricole ed è anche una fattoria didattica.

Per il secondo anno di seguito il Palagiaccio organizza questo contest, attraverso il quale mira a far conoscere la propria produzione casearia inviando direttamente a casa dei partecipanti al contest una selezione dei suoi formaggi più buoni: Gran Mugello, Tartufino del Mugello e Blu Mugello.

Io ho scelto per il mio menu l’abbinamento antipasto e primo piatto, utilizzando nell’antipasto il Gran Mugello Ubaldino e nel primo piatto il Tartufino del Mugello. Continue reading “Latti da mangiare 2.0 – il mio menu per la storica fattoria Il Palagiaccio”

Malga bosco terra della Sous Chef Jacqueline Netschada

Quando mi sono proposta per la seconda volta per questo gioco, al quale avevo partecipato anche lo scorso anno (trovate traccia della mia partecipazione qui e qui) mai avrei pensato che mi sarei trovata alla fine di una lunga giornata in cucina con un capolavoro (non mio sia chiaro) realizzato, la cucina disastrata, e una nuova amicizia alle porte 🙂

Questa è una sfida che parla di mettersi alla prova con amore e passione per il proprio lavoro, che parla di mettersi in discussione sempre e comunque divertendosi, perché altrimenti il lavoro in cucina ti massacra. Questo è quello che Jacqueline ci ha insegnato, e ce lo ha insegnato nel modo migliore che potesse esserci: lasciando che ci mettessimo per un giorno nei suoi panni, preparando il suo piatto.

Io e Monica del blog CakeGardenProject ci siamo ritrovate, le sole due romane del team, accomunate oltre che dalla passione comune per la cucina, anche dalla passione per la professione (entrambe architetti), e abbiamo provato a “rifare” con i nostri mezzi e le nostre possibilità il piatto di Jacqueline: quello che ne è uscito fuori è una lunga giornata di condivisione, di chiacchiere, di risate e di passioni comuni, mentre a distanza (maledetta distanza) il resto della squadra incitava, incoraggiava e si complimentava…quello che tutto questo ci ha portato, al di la del fatto che voi che state leggendo votiate o meno la nostra sous chef Jacqueline, ci porta già ad aver vinto…in queste due settimane abbiamo già vinto, per noi e con noi (e con noi intendo includere anche la nostra Jacqueline, che si è mostrata da subito disponibile, spiritosa e aperta al confronto e ad ogni proposta). Per cui adesso non vi chiederò di nuovo di votare, ma di provare magari, come abbiamo fatto noi, a portare una parte di lei nelle vostre cucine…alla fine vi ritroverete pieni di piatti da lavare (ma per questo esiste la santa lavatrice), ma con il cuore pieno di gioia!

Un’annotazione doverosa: le foto che seguono (cui non è stato apposto volutamente il watermark) così come la preparazione della ricetta sono frutto della collaborazione tra me e Monica, sono quindi frutto del lavoro di entrambe. Per essere chiari: Sono scatti di tutte e due uniti insieme nello stesso post 🙂

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Riso e patate di mia nonna per #MTC53

Riso, patate, olio e prezzemolo. Mia madre tagliava le patate in pezzetti piccoli piccoli, poi tritava il prezzemolo e aggiungeva acqua. Versava un filo d’olio e sale e a metà cottura aggiungeva il riso. Un procedimento molto semplice, gesti che ho imparato ad apprezzare ed amare, perchè per me sono i gesti del prendersi cura di chi si ama: il riso e patate di mia nonna era il piatto che mia madre ci faceva quando eravamo malate, ed ancora oggi è per me il comfort food per eccellenza. Se anche non lo faccio proprio quando sto male, lo faccio comunque quando ho bisogno di coccolarmi un pò, con un sapore che mi riporta a quando ero bambina e a quando mia madre era ancora mia madre….ma questa è un’altra storia, una storia con cui non voglio intristirvi. Continue reading “Riso e patate di mia nonna per #MTC53”

Pasta e fagioli con le cozze per il Calendario del Cibo Italiano

Oggi si celebra la Giornata Nazionale della Pasta e Fagioli. 

Non l’ho deciso io, non mi sono svegliata stamane con questa balzana idea per la testa…questa giornata fa parte di una realtà di più ampio respiro che è il Calendario del Cibo Italiano, uno splendido progetto targato AIFB – Associazione Italiana Foodblogger. 

Il 2016 sarà quindi foriero di novità per chi è interessato al cibo in ogni sua forma: ogni giorno un socio svelerà, tramite il suo contributo sul sito dell’AIFB e sul proprio blog, notizie, curiosità e ricette legate a un piatto, un ingrediente o personaggi della tradizione culinaria italiana. Ed anche se ogni giornata avrà un proprio ambasciatore (e restate sintonizzati perché anche io sono ambasciatore di un piatto delizioso), chiunque può partecipare, soci o non soci, con contributi di qualsiasi genere legati al tema della giornata nei giorni a loro dedicati.

Sicuramente avrò dimenticato di dirvi qualcosa, ma l’anno è appena iniziato e le occasioni per parlare di questo progetto in cui credo molto come esperienza anche formativa ed informativa, saranno numerose 🙂

Oggi dicevo è la Giornata nazionale della pasta e fagioli, di cui è ambasciatrice Sabrina Tocchio nell’ambito della Settimana del Maiale il cui ambasciatore è Corrado Tumminelli. Qui il link al suo post ufficiale.

Il mio contributo per questa giornata è una variante della classica pasta e fagioli, la Pasta e Fagioli con le Cozze, variante di origine napoletana alla classica pasta e fagioli. La sua particolarità, oltre all’utilizzo dei noti mitili, è anche che la pasta va cotta direttamente insieme ai legumi, invece che essere cotta in acqua salata a parte, prima di essere aggiunta ai fagioli. In questo modo, tutto l’amido della pasta, che invece scolando la pasta andrebbe perso, viene conservato e dona alla preparazione un sugo più denso e cremoso (azzeccato in napoletano).

Vi offro la mia versione, che in realtà mia non è, ma dello chef che mi ha insegnato tanto durante il mio corso da chef. 

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Pasta e fagioli con le cozze

Una variante della classica pasta e fagioli, questa pasta e fagioli con le cozze che quest’anno ho voluto proporre come primo piatto per la vigilia di Natale.

Volevo un primo piatto rustico e saporito che non sfuggisse alla tradizione che vuole pesce per il cenone della Vigilia, e mi sono rivolta alla tradizione napoletana nella ricetta dello chef che mi ha insegnato tanto durante il corso da chef fatto ormai un paio di anni fa.
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